CASANDRINO
NELLA SUA STORIA DI IERI E DI OGGI
 
Storia del comune di CASANDRINO
A TUTTI I CITTADINI DI CASANDRINO E ALLA GIOVENTU' STUDIOSA QUESTO
LIBRO DEDICO.
P. Lett .Cherubino CAIAZZO
PROVINCIALE EMERITO DEGLI  AGOSTINIANI DI NAPOLI
 
 
 
PRESENTAZIONE
 
Quae antiqua sunt, ea cariora et utiliora reputantur.Ciò che è antico, é
reputabile più caro e più utile.
CICERONE
 
 
Come m'invogliai a scrivere su Casandrino? A Firenze, dove ho insegnato
per tanti anni nel nostro collegio di S. Spirito, nelle ore libere
frequentavo la Biblioteca. Nazionale di quella città. Un giorno mi capitò
tra le mani un documento Angioino, segnato dalla città di Firenze 18
giugno della l°indictione che comprende l'anno1273, col quale il Re Carlo
d'Angió ordinava agli  Ufficiali di Terra di lavoro, di non molestare Un
certo Francesco di Casandrino il quale stava ai suoi servizi nel
trasportare il vino per uso « Eschuzionarie (1) nostrae » cioè forniva il
vino ai cellari del Re Carlo. Porta Capuana ,dove oggi sorge il Tribunale,
era allora il Palazzo Reale.Fu questa la scintilla che accese in me il
desiderio di conoscere l'origine del mio paese. Documenti importanti li
trovai in molte biblioteche d'Italia e fuori, ed oggi sono in grado di
dare alle stampe questo nuovo lavoro, perché : « Occuparsi del passato,
significa sperare nell'avvenire ».
Casandrino é importante per la sua antichità, per la nostra Madonna.
Se col traslocarsi, col decadere, con lo spegnersi delle famiglie, non
rare volte avvenne che molte e belle memorie andarono travolte
nell'oscurità del tempo o del tutto perdute la nostra Madonna invece non
ha perduto e non potrà mai perdere il suo millenario splendore.
Ho scritto il presente libro dedicandolo a tutti i cittadini del mio
paese, e agli alunni e ai maestri servirà come sussidio didattico.
Secondo gli attuali programmi ministeriali la nostra scuola dev'essere
ambientale cioè : Insegnanti e discepoli devono conoscere l'origine del
paese, la storia d'ieri e d'oggi,conoscere tutto ciò che possiede :Chiese,
opere d'arte, tradizioni, monumenti, uomini illustri, letterati, eroi.
Clero che ha illustrato con virltù ed esempio, il paese e la diocesi e da
queste notizie concrete partire per più vaste esperienze culturali.In una
parola l'alunno deve conoscere tutto il progresso del paese di ieri e
d'oggi.
 
Ho diviso il lavoro in tre parti...
Storia. Culto. Uomini Illustri.
 
L'opera esce con un nuovo titolo:
Casandrino di ieri e di oggi
 
Voglio augurarmi che le nuove generazioni di Casandrino sappiamo emulare i loro antenati, così memori delle tradizioni,acquistino al più presto una
rifioritura nello spirito della storia e del pensiero.
 
Pomigliano d'Arco, Natale 1967
 
P. Lett. Cherubino CAIAZZO
Agostiniano
 
 
 
Origine di Casandrino
 
Circa l'origine del nostro paese, non si hanno notizie certe, perché
mancano documenti sicuri.Però non c'è nulla da meravigliare, perché come
non si conosce con precisione l'origine di Roma e di tutti i paesi
antichi, così deve dirsi di Casandrino.Di conseguenza quando d' un paese
antico s'è voluto indagare l'origine e non s'è Potuto scoprire nulla di
precisione, sempre per mancanza di documenti, allora gli abitanti si sono
affidati alla tradizione popolare,oppure ad una leggenda.Bisogna
riconoscere che ogni tradizione popolare non s'inventa mai di sana pianta,
ma ha sempre un fondamento storico. In genere, l'origine dei Casali, sorge
o intorno ad una chiesa, come vedremo in seguito di Casandrino, o intorno
ad un palazzo feudale.
 
Casale - Origine
 
Prima che la bonifica mutasse l'aspetto del paesaggio, la popolazione
nostra si raccoglieva in casali.Erano questi degli edifici isolali,
piuttosto massicci circondati torno torno da mura.
Vi erano nell'interno vasti cortili per cavalli, buoi, asini, pollami,
pecore, dove questi animali, potevano trovare ricovero in
caso di pericolo.Durante il feudalesimo cominciato in Italia
nell'ottocento prima del 1000, Casandrino ebbe il nome di Casale per
l'aumento delle case che di tratto in tratto si formavano
nel territorio allo scopo di metterlo a coltura.Il concetto fondamentale
dell' economia feudale era il seguente: Ogni singolo feudo basti a se
stesso, costituendosi in campo chiuso di produzione e di consumo.
 
 
Etimologia
 
Non é stato semplice cosa trovare l'etimologia del nostro paese. Alcuni
studiosi del luogo suppongono che derivi da Casa Trina,territorio con tre
case. Tale opinione è da scartarsi.Andremo incontro, ammettendo tale
ipotesi, ad un ibridismo d'italiano e latino,inconcepibile;si sarebbe
detto senz'altro : Trecase. Altri farebbero derivare Casandrino da Casa
Andropon,dal greco Andropos, che significa casa dell'uomo e le case non
sono adibite per il ricovero degli uomini ? Nè può derivare da Androna che
era il luogo pubblico dove gli uomini si radunavano per le discussioni.
Data la pochezza delle case non avevano davvero bisogno gli abitanti di
Casandrino d'un luogo pubblico per radunarsi.
 
Androna locus publicus ubi viri invicem confabulantur.
Luogo largo circondlato torno torno da mura, dove gli uomini si radunano
per le discussioni.
 
 
La vera etimologia
 
A me pare che la vera etimologia del casale di Casandrino derivi da Casa
Andrena che significa luogo sicuro chiuso torno torno da mura.
 
 
Andrena, locus operÌus undequaque
condusus. (2)
 
La mia tesi viene valorizzata dagli atti della S. Visita fatta dai Vescovi
di Aversa (Archivio Vescovile) che chiamano questo territorio,sempre
Casandrenus Casa-Andrena e da pergamena del periodo Normanno dove, si
legqe che un certo Amerigo figlio di Ugone della villa di Casandrena,dona
all'abadessa del monastero di S.Biagio parte del suo territorio.(anno
1122)
 
 
Casandrino è d'origine romana
I Coloni
 
Molti coloni, lasciata Roma, formarono la loro residenza nell'agro
napoletano,favoriti e incoraggiati dai saggi criteri dell'Urbe,al quale,
conquistate le terre,le distribuiva ai coloni col canone di alcuni
sesterzi,(3) quasi in enfiteusi, perché le coltivassero, creandovi
famiglie secondo i principi e le mentalità romane.Questi coloni avendo a
disposizione, come propria, una certa zona di terreno, pensarono subito a
costruirvi le casae, modeste e povere abitazioni con davanti uno spiazzo
(curtis - corte - cortile) per sè e la famiglia,la quale cresceva, senza
preoccupazioni, contentandosi del poco.Naturalmente, col volger degli
anni,le casae s'i ingrandirono con più ampii fabbricati e più vaste corti,
fino a formare dei villaggetti e delle borgate che prima di diventare,in
epoca molto posteriore dei veri e propri paesi e comuni autonomi, ciò che
avvenne largamente durante il ducato di Napoli, furono denominati casali e
presero il nome dalle ville dei patrizi, moltissimi da quei coloni che per
i primi vi avevano preso stanze.Questi coloni poi col tempo,e propriamente
all'epoca longobardo, assunsero la qualità di tertiatores per quel terzo
di prodotto che dovevano allo Stato o al padrone. Anche oggi chiamasi
terza la rata di pigione quadrimestrale, per quella porzione di prodotti
che erano tenuti a corrispondere nella qualità di poritinarii (da portio)
donde vi è venuto il dialettale parzunale.Tale fu l'origine di quasi
tutti i comuni,posti nella regione, detta allora Liburia, più tardi Terra
di lavoro, tra i montes super Suessulam come dice Livio, l'agro nolano e
il fossatum pubblicum, a Grumo, Melito,Casandrino. (agro napoletano)  
 
 
 
seconda pagina